TERRA E MARMO

When………….

 

Where…………

 

What……………

 

Status………….

 

Team……………

 

 

2013

 

Roma / Rome

 

Scenografia / Set design

 

Progetto / Project

 

Arch. Ganesh Poggi Madarena

Corinto. In uno spazio indefinito una lama nera “penetra e  ferisce” la scena alludendo ad una barca ormeggiata. 

L’architettura scenica è costruita sugli opposti: terra e marmo, rosso e bianco, rigore e caos. Il muro, elemento di divisione per eccellenza, si staglia in primo piano. 

È nel crepuscolo e nella sabbia che Medea, donna fatta di terra e magia, elabora la suo orrenda follia. 

La “casa” di Medea, punto di contatto tra due civiltà diverse, è un ambito simbolicamente neutro inserito all’interno del grande muro. La casa non è un luogo accogliente, ma uno spazio di risulta, stretto e piccolo. Ciò che emerge è un senso di schiacciamento e di costrizione. 

Dall’apertura di un passaggio, con un gioco di ombre si consuma il delitto. Nel fulgore abbagliante dell’alba la lama nera, novello carro di fuoco, trascina Medea fuori dalla scena.

……………………………………………………………………………………………………..

 

Corinth. In an indefinite space a black blade go through the scene, as a docking boat.

The set is built on opposites: earth and marble, red and white, reason and chaos.

The wall, the dividing element par excellence, stands out in the foreground. 

Medea moves between the sand during the twilight, a woman made of earth and magic.

The “house” of Medea is a meeting point between two different cultures, a neutral area inserted inside the wall.

Home is not a welcoming place; it is a narrow and small space. What emerges is a sense of
crushing and constriction.

From an opening through the wall, the crime take place with a game of shadows. 

In the dazzling brightness of dawn the black blade, a new chariot of fire, drags Medea out of the scene.

TERRA E MARMO

When………….

 

Where…………

 

What……………

 

Status………….

 

Team……………

2013

 

Roma / Rome

 

Scenografia / Set Design

 

Progetto / Project

 

Arch. Ganesh Poggi Madarena

Corinto. In uno spazio indefinito una lama nera “penetra e  ferisce” la scena alludendo ad una barca ormeggiata. 

L’architettura scenica è costruita sugli opposti: terra e marmo, rosso e bianco, rigore e caos. Il muro, elemento di divisione per eccellenza, si staglia in primo piano. 

È nel crepuscolo e nella sabbia che Medea, donna fatta di terra e magia, elabora la suo orrenda follia. 

La “casa” di Medea, punto di contatto tra due civiltà diverse, è un ambito simbolicamente neutro inserito all’interno del grande muro. La casa non è un luogo accogliente, ma uno spazio di risulta, stretto e piccolo. Ciò che emerge è un senso di schiacciamento e di costrizione. 

Dall’apertura di un passaggio, con un gioco di ombre si consuma il delitto. Nel fulgore abbagliante dell’alba la lama nera, novello carro di fuoco, trascina Medea fuori dalla scena.

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Corinth. In an indefinite space a black blade go through the scene, as a docking boat. 

The set is built on opposites: earth and marble, red and white, reason and chaos. The wall, the dividing element par excellence, stands out in the foreground. Medea moves between the sand during the twilight, a woman made of earth and magic. The “house” of Medea is a meeting point between two different cultures, a neutral area inserted inside the wall. The house is not a welcoming place; it is a narrow and small space. What emerges is a sense of crushing and constriction. 

From an opening through the wall, the crime take place with a game of shadows. In the dazzling brightness of dawn the black blade, a new chariot of fire, drags Medea out of the scene.

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